Questo anno giubilare è un anno straordinario per diversi motivi. Uno di questi sono delle particolari coincidenze che ci trasmettono importanti e profetici messaggi di grande attualità.
Due sono le coincidenze che fanno riflettere e che chiedono una conversione e un impegno per il dialogo e la pace, in modo da essere tutti costruttori di un mondo migliore.
La prima è la coincidenza della data per la celebrazione della Pasqua che cade per tutti nello stesso giorno: per i cristiani sia cattolici che ortodossi, nonostante calendari e tradizioni diverse, sarà il 20 di aprile. Un ottimo spunto per celebrare unitamente nella fede l’unico mistero di salvezza. Avremo modo di parlarne ancora…
La seconda circostanza provvidenziale è che quest’anno la Quaresima e il Ramadan coincidono: un’opportunità spirituale singolare per pregare insieme, camminare insieme, collaborare insieme.
Riportiamo da “Avvenire” di sabato 8 marzo 2025:
C’è quest’anno una coincidenza di date fra la Quaresima e il Ramadan, tempi sacri per i cristiani e
i mussulmani. “Una vicinanza nel calendario spirituale che è “un’opportunità unica di camminare fianco
a fianco in un percorso comune di purificazione, preghiera e carità” si legge nel messaggio che il
Dicastero per il dialogo interreligioso invia ai mussulmani di tutto il mondo per il mese del Ramadan.
“Quest’anno desideriamo riflettere non solo su ciò che possiamo fare insieme per «vivere una vita
migliore», ma soprattutto su ciò che vogliamo diventare insieme, come cristiani e mussulmani, in un
mondo in cerca di speranza – spiega il testo -. Vogliamo essere semplici collaboratori per un mondo
migliore o autentici fratelli e sorelle testimoni comuni dell’amicizia di Dio con tutta l’umanità?”.
Il Dicastero guidato dal Cardinale George Koovakad sottolinea che “la nostra fede in Dio è un tesoro
che ci unisce, ben oltre le nostre differenze”. E fa sapere: “In un mondo segnato dall’ingiustizia, dai
conflitti e dall’incertezza sul futuro, la nostra vocazione comune implica molto di più di pratiche spirituali
analoghe. Il nostro mondo ha sete di fraternità e di dialogo autentico. Insieme mussulmani e cristiani,
possono essere testimoni di questa speranza, nella convinzione che l’amicizia è possibile, nonostante il
peso della storia e delle ideologie che intrappolano”.
Secondo il Dicastero Vaticano, “la sfida è quella di costruire attraverso il dialogo un avvenire
comune, fondato sulla fraternità. Non vogliamo semplicemente coesistere; vogliano vivere insieme in
sincera e reciproca stima.”
Una nota tecnica e informativa preziosa
Nella domenica di Pentecoste del 1964, con la lettera apostolica Progrediente Concilio, papa Paolo VI istituì uno speciale dicastero della Curia romana per le relazioni con persone di altre religioni. Conosciuto inizialmente con il nome di “Segretariato per i non cristiani”, nel 1988, in seguito alla riforma della Curia romana attuata da papa Giovanni Paolo II con la Pastor Bonus, ebbe il nuovo nome di PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO (PCDI).
Con la costituzione apostolica Praedicate evangelium, promulgata il 19 marzo 2022 da papa Francesco, il pontificio consiglio ha mutato nome in “DICASTERO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO”.