Pagina Iniz. 2023 Gennaio GENNAIO 2023, MESE DELLA PACE

GENNAIO 2023, MESE DELLA PACE

GENNAIO 2023, MESE DELLA PACE

– domenica 1 gennaio ore 18.00, nella chiesa di Montesolaro, S. Messa in occasione della 56° Giornata mondiale della pace
“LE INTERVISTE DEL GIOVEDÌ: DOVE FARE PACE”
(12 – 19 – 26 gennaio) a cura della Pastorale giovanile di Mariano, sul Canale Youtube degli Oratori di Mariano
– giovedì 12 ore 21.00 intervista a Giorgio Leggieri, Direttore, e a Roberto Bezzi, responsabile area educativa del carcere di Bollate.
FORUM PROVINCIALE PER LA PACE E CONTRO LA GUERRA
– sabato 14 e domenica 15 a Rebbio presso il Teatro nuovo a partire dalle 14,30 di sabato.
Programma completo qui  –  Iscrizioni su Whatsapp 3669300769 (Elisabetta)
Gruppi Promotori: Caritas Decanale, Pastorale Giovanile Decanale, Acli di zona Cantù-Mariano, Gruppo volontari Brianza GVB Onlus, Comunità del Pellegrino, Medici con l’Africa Como, Agesci Cantù 1 e Mariano 1.
– domenica 22 Marcia della pace a Mariano Comense partenza alle ore 14.00 dalla chiesa del Sacro Cuore arrivo all’oratorio di S. Rocco, con la partecipazione di don Renato Sacco di Pax Christi.
– domenica 29 nel pomeriggio: momento conviviale interculturale e interreligioso

In occasione della Festa della famiglia: in tutte le Parrocchie del Decanato, merenda e preghiera per la pace Dio trasformi i nostri criteri abituali di interpretazione del mondo e della realtà. Non possiamo più pensare solo a preservare lo spazio dei nostri interessi personali o nazionali, ma dobbiamo pensarci alla luce del bene comune, con un senso comunitario, ovvero come un “noi” aperto alla fraternità universale. Non possiamo perseguire solo la protezione di noi stessi, ma è l’ora di impegnarci tutti per la guarigione della nostra società e del nostro pianeta, creando le basi per un mondo più giusto e pacifico, seriamente impegnato alla ricerca di un bene che sia davvero comune. (Dal messaggio di papa Francesco)

NESSUNO PUÒ SALVARSI DA SOLO. RIPARTIRE DAL COVID-19 PER TRACCIARE INSIEME SENTIERI DI PACE.
È questo il titolo scelto da papa Francesco per la giornata della Pace 2023. Il messaggio inizia con una riflessione sulla vigilanza prendendo spunto dalla Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi vv. 5,1-2: “il giorno del Signore verrà come un ladro di notte”. Anche se i fatti della nostra storia umana appaiono drammatici e ci sentiamo spinti nel tunnel oscuro e difficile dell’iniquità e della sofferenza, siamo chiamati a tenere il cuore aperto alla speranza. San Paolo esorta la Comunità a non perdersi di coraggio e a percorrere, come le sentinelle, il sentiero che porta a cogliere le prime luci dell’alba, proprio nelle ore più buie. Scrive il papa: “Il Covid-19 ci ha fatto piombare nel cuore della notte, destabilizzando la nostra vita ordinaria, mettendo a soqquadro i nostri piani e le nostre abitudini, ribaltando l’apparente tranquillità anche delle società più privilegiate, generando disorientamento e sofferenza, causando la morte di tanti nostri fratelli e sorelle… ha provocato, anche con effetti a lungo termine, un malessere generale che si è concentrato nel cuore di tante persone e famiglie, con risvolti non trascurabili, alimentati dai lunghi periodi di isolamento e da diverse limitazioni di libertà. Inoltre, non possiamo dimenticare come la pandemia abbia toccato alcuni nervi scoperti dell’assetto sociale ed economico, facendo emergere contraddizioni e disuguaglianze. Ha minacciato la sicurezza lavorativa di tanti e aggravato la solitudine sempre più diffusa nelle nostre società, in particolare quella dei più deboli e dei poveri… la pandemia sembra aver sconvolto anche le zone più pacifiche del nostro mondo, facendo emergere innumerevoli fragilità”. Il papa ci ricorda poi che dai momenti di crisi non si esce mai uguali: se ne esce o migliori o peggiori. È quindi tempo di farci delle domande, che del resto, sono uscite prepotentemente nelle fasi peggiori della pandemia: cosa conta davvero nella vita? Cosa ho imparato da questa esperienza? Quali cammini dobbiamo intraprendere per rendere migliore il mondo? Così risponde da parte sua il papa: “La più grande lezione che il Covid-19 ci lascia in eredità è la consapevolezza che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che il nostro tesoro più grande, seppure anche più fragile, è la fratellanza umana, fondata sulla comune figliolanza divina, e che nessuno può salvarsi da solo… Da tale esperienza è derivata più forte la consapevolezza che invita tutti, popoli e nazioni, a rimettere al centro la parola «insieme»”.
Pensavamo che la notte fosse passata, che si aprisse un’era migliore, ma ecco che una nuova terribile sciagura si è abbattuta sull’umanità: la guerra in Ucraina che miete vittime innocenti e diffonde incertezza per i gravi effetti collaterali. Una ulteriore catastrofe voluta però da “scelte umane colpevoli”. Rispetto a questa guerra e agli altri conflitti sparsi nel mondo non si trova un vaccino capace di sconfiggerla. È un virus difficile da vincere perché viene dall’interno del cuore umano (Mc 7,17-23). Dobbiamo permettere che, attraverso questo momento storico, Dio trasformi il profondo del nostro animo: non possiamo più pensare solo ai nostri interessi personali o nazionali ma avere un senso comunitario e impegnarci tutti per la guarigione della nostra società e del nostro pianeta. Dobbiamo tracciare insieme sentieri di pace. Il papa conclude: “le tante crisi morali, sociali, politiche ed economiche che stiamo vivendo sono tutte interconnesse, e quelli che guardiamo come singoli problemi sono in realtà uno la causa o la conseguenza dell’altro. E allora, siamo chiamati a far fronte alle sfide del nostro mondo con responsabilità e compassione… promuovere azioni di pace per mettere fine ai conflitti e alle guerre che continuano a generare vittime e povertà”.
Sia questo l’augurio all’inizio del nuovo anno: tracciamo insieme cammini di pace!

LogoComPatorale