Pagina Iniz. 2020 Novembre IL NUOVO MESSALE

IL NUOVO MESSALE

IL NUOVO MESSALE

Dalla terza domenica di avvento, 29 novembre, (la prima di avvento per il rito romano), entra in uso in tutte le chiese cattoliche di rito romano il nuovo messale. È la terza edizione dopo il Concilio Vaticano II, ed è stata aggiornata e rivista rispetto alle parti della messa, ai prefazi e alle preghiere eucaristiche.

Perché si è fatta questa operazione di correzione di alcuni testi?
Perché la liturgia, sebbene si radichi nella grande tradizione della chiesa, è chiamata anche a parlare agli uomini delle nuove generazioni e quindi il linguaggio viene, di volta in volta, adeguato alla comprensione del mistero che celebriamo. Come per la Bibbia è necessario ogni tanto, alla luce della maggiore comprensione che gli studiosi hanno dei testi originali, fare una nuova traduzione che esprima meglio nella lingua corrente il significato autentico della Parola di Dio, così anche per i testi che usiamo nella liturgia della messa, alla luce della maggiore comprensione del mistero celebrato, è necessario adeguare il linguaggio, che così esprime meglio i contenuti della nostra preghiera e ci aiuta a vivere meglio il nostro cammino di fede come discepoli del Signore.

Anche noi fedeli della diocesi di Milano che abbiamo una tradizione liturgica propria -il rito ambrosiano-, ma che ci riconosciamo per la celebrazione della messa nel solco dell’unica liturgia della Chiesa Cattolica, la nuova edizione del messale romano ci coinvolge nell’adeguare anche il nostro messale. Per questo, una Commissione diocesana di esperti, è da molti anni al lavoro per preparare la nuova edizione del messale ambrosiano. In attesa dell’uscita del nostro nuovo messale, fin da ora, anche noi ambrosiani ci adeguiamo ai cambiamenti introdotti in quello romano che riguardano anche il nostro rito.

Cosa cambia allora nella celebrazione della messa dal 29 novembre 2020?
Per ora cambiano solo alcune formule della celebrazione della messa, alcune riguardano le preghiere e le parti proprie del celebrante, altre coinvolgono tutti i fedeli. Sono tre i cambiamenti che tutti dovremo abituarci a fare durante la messa:
∗ nel Confesso all’atto penitenziale non diremo più “Confesso a voi fratelli” ma diremo “Confesso a voi fratelli e sorelle”, sia all’inizio che alla fine, concludendo così: “a voi fratelli e sorelle” di pregare per me il Signore Dio nostro.
nel Gloria all’inizio non diremo più: “agli uomini di buona volontà” ma diremo: “agli uomini amati dal Signore”.
∗ nel Padre nostro non diremo più: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo” ma diremo: “rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”, e non diremo più: “non indurci in tentazione”, ma diremo: “non abbandonarci alla tentazione ma liberaci dal male”.

Per aiutare tutti, nelle messe del 29 novembre verrà distribuito un cartoncino che riporterà la nuova versione del Confesso, del Gloria e del Padre Nostro. (qui sotto è disponibile per il download) Ci vorrà un po’ di pazienza per uscire da abitudini consolidate nei decenni e imparare le nuove formule, ma questa è certamente un’occasione per pregare con maggiore attenzione e per comprendere meglio di prima la bellezza della preghiera cristiana. Rendiamo grazie a Dio!

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