Pagina Iniz. 2019 luglio Vacanza: tempo privilegiato di umanizzazione

Vacanza: tempo privilegiato di umanizzazione

VACANZA: TEMPO PRIVILEGIATO DI UMANIZZAZIONE

L’estate è il tempo delle vacanze per eccellenza. Vacanza che assomiglia per molti a un dovere che si cerca di assolvere nel modo meno scontato possibile. Non solo, ma quella delle vacanze e del tempo libero è diventata una vera e propria “industria”, un fenomeno socio-economico con intrecci curiosi: la vacanza degli uni è lavoro per gli altri, negli stessi posti e nel medesimo tempo. Ma, per chi ha la possibilità di viverle, le vacanze sono giorni in cui può “vacare”, cioè “essere libero, avere tempo per…”, in cui può finalmente “dare tempo al tempo”: ma per fare cosa? … Le vacanze sono anche, o almeno potrebbero essere, un periodo in cui riscoprire la propria umanità e perseguire la pace e la serenità interiori, un tempo per lo spirito, un’occasione per rispondere al desiderio autentico di trovare altrove un senso a ciò che si vive qui e ora, per comportarsi altrimenti in modo da tornare a condurre con consapevolezza un’esistenza divenuta stanca routine. Un’occasione di alterità positiva grazie alla quale gettiamo uno sguardo nuovo sulle abitudini – buone e cattive – assunte nei rapporti con gli altri e con la realtà circostante, uno sguardo non miope ma lungimirante, distaccato e insieme appassionato, uno sguardo che tende a diventare lo sguardo stesso di Dio. E questo è possibile a partire da pochi e semplici gesti quotidiani: non si tratta di consacrare la vacanza a straordinarie imprese di solidarietà e altruismo, benemerite certo, ma minacciate a loro volta dal mito del fare e dell’apparire, oltre che dall’incostanza. Si tratta piuttosto di apprendere l’arte di una compassione e solidarietà più quotidiane, attente al “prossimo” che ci sta accanto e che magari ci infastidisce, e non al “bisognoso” ideale che pensiamo sempre lontano da noi, con il quale siamo noi a decidere se, quando e come rapportarci. Un’arte, quella dell’abitare la compagnia degli uomini in amicizia, che si nutre innanzitutto di interiorità, della vita dello Spirito in noi. Perché, allora, non approfittare delle vacanze per ridare alla nostra giornata un ritmo e un clima più naturale, più umano, libero dai condizionamenti esterni? Si potrebbe allora riscoprire il gusto della preghiera nel silenzio di una chiesetta di campagna o di fronte alle meraviglie del creato, sedendosi a guardare e ascoltare… allora le cose, le persone diventano una presenza e si accende la possibilità della comunione; riscoprire che la bellezza non è un’idea ma un evento, un divenire da cui può nascere la comunicazione e quindi la comunione. … Sì, c’è un’architettura del tempo che si fonda e si articola sui bisogni primari di ogni essere umano, ed è questa architettura che le vacanze possono aiutarci a ricostruire: il nutrimento del corpo e dello spirito, l’alternanza tra parola e silenzio, il riposo concepito come sostegno di una vita piena e libera e non come metodo di ottimizzazione del ciclo produttivo. Certo, non è facile cambiare in pochi giorni ritmi e mentalità, privarsi dei normali mezzi di comunicazione per riscoprire la ricchezza del dialogo fraterno, misurarsi su quello che si è anziché su quello che si fa o si possiede… Ma il toccare con mano – anche solo per qualche giorno – che questa alterità è possibile, non ci è estranea ma familiare è un aiuto a riprendere la lotta quotidiana contro il prevalere del frastuono sull’intimità, della superficialità su quanto abita le nostre profondità, dell’apparire sull’essere. È possibile usare le vacanze per accrescere la propria libertà, imparando a discernere di cosa e di chi siamo schiavi; è possibile fare delle vacanze il tempo privilegiato per la nostra umanizzazione, tralasciando costumi che ci abbrutiscono; è possibile far tesoro delle vacanze per riscoprire l’autenticità di rapporti umani che avevamo condannato alla triste banalità di chi dall’altro non attende più nulla. È possibile, e dipende solo da noi.

Enzo Bianchi, priore di Bose Tratto da un articolo su Avvenire

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